Chi segue i mercati sente continuamente dire che "siamo in un mercato rialzista" o che "l’orso è tornato". I termini sembrano folklore, ma descrivono qualcosa di concreto: la direzione prevalente dei prezzi per mesi, a volte anni. E questa direzione cambia quasi tutto nella pratica, dalla dimensione della posizione al punto in cui ha senso posizionare lo stop.
Questa guida spiega cosa definisce ogni fase, come distinguere un calo passeggero da un cambio di ciclo e cosa adattare nell’operatività quando lo scenario cambia.
Da dove vengono i nomi toro e orso
La spiegazione più ripetuta riguarda il modo in cui ciascun animale attacca. Il toro (in inglese, bull) colpisce dal basso verso l’alto con le corna. L’orso (bear) abbatte dall’alto verso il basso con le zampe. Da qui il mercato rialzista viene chiamato bull market e quello ribassista bear market. Per estensione, chi punta al rialzo è "long" o bullish, e chi punta al ribasso è "short" o bearish.
Cosa definisce ogni fase
Non esiste una legge che dichiari ufficialmente l’inizio di un mercato rialzista o ribassista. Esistono convenzioni, e quella più usata dalla stampa finanziaria vale per gli indici azionari: un calo del 20% o più dall’ultimo massimo viene di solito chiamato mercato ribassista, e un rialzo del 20% dall’ultimo minimo, mercato rialzista.
Il numero è utile come riferimento, ma ciò che conta per chi fa trading è la struttura del grafico:
- Mercato rialzista: massimi e minimi sempre più alti. Ogni arretramento si ferma prima del minimo precedente e il prezzo torna a salire.
- Mercato ribassista: massimi e minimi sempre più bassi. Ogni rimbalzo perde forza prima del massimo precedente.
- Mercato laterale: nessuno dei due. Il prezzo oscilla in un intervallo senza rompere né il massimo né il minimo.
| Aspetto | Mercato rialzista (bull) | Mercato ribassista (bear) |
|---|---|---|
| Struttura del prezzo | Massimi e minimi ascendenti | Massimi e minimi discendenti |
| Ritmo tipico | Sale lentamente e in modo persistente | Scende più rapidamente, con cali bruschi |
| Volatilità | Di solito è minore | Di solito è maggiore |
| Reazione alle notizie | Una notizia negativa viene assorbita rapidamente | Una notizia positiva genera un rimbalzo breve |
| Errore più comune | Vendere troppo presto pensando che "sia già salito troppo" | Comprare troppo presto pensando che "sia già sceso troppo" |
Una correzione non è un mercato ribassista
Nessun mercato sale in linea retta. All’interno di un rialzo lungo si verificano arretramenti del 5%, 10%, a volte un po’ di più, che il mercato chiama correzione. Spaventano, ma non cambiano la struttura: se il minimo precedente tiene e il prezzo torna a segnare massimi più alti, la tendenza resta in piedi.
Anche l’opposto può trarre in inganno. All’interno di un mercato ribassista compaiono rialzi forti e rapidi, i cosiddetti rimbalzi (in inglese, bear market rally). Tendono ad attirare chi pensa che il minimo sia arrivato, e molti terminano prima di superare il massimo precedente. Un rimbalzo diventa un cambio di fase solo quando la struttura cambia davvero.
Segnali che aiutano a riconoscere la fase
Nessun segnale isolato risolve tutto, ma alcuni, insieme, offrono un quadro ragionevole:
- Medie mobili lunghe. Prezzo sopra la media a 200 periodi e media inclinata verso l’alto suggeriscono una fase rialzista; il contrario suggerisce una fase ribassista.
- Massimi e minimi. La lettura più semplice e la più affidabile: basta segnare gli ultimi punti di svolta.
- Reazione alle notizie. Quando il mercato ignora una notizia negativa, il compratore è al comando. Quando ignora una notizia positiva, lo è il venditore.
- Volatilità. Cali con volatilità crescente e giornate di ampio movimento in sequenza sono tipici di una fase ribassista.
Cosa cambia nella tua operatività
Riconoscere la fase vale la pena solo se questo cambia qualche decisione. Le principali sono queste:
Direzione preferita. Operare a favore della struttura offre più margine di errore rispetto a lottare contro di essa. In una fase rialzista, gli acquisti sui ritracciamenti tendono a funzionare meglio; in una fase ribassista, le vendite sui rimbalzi.
Dimensione della posizione. Poiché il mercato ribassista tende a essere più volatile, lo stesso lotto comporta più rischio. Ridurre l’esposizione quando la volatilità aumenta mantiene costante il rischio per operazione.
Distanza dello stop. Uno stop troppo stretto in un mercato nervoso viene attivato dal rumore, non da una tesi sbagliata. La soluzione è uno stop più ampio con una posizione più piccola, non lo stesso lotto con uno stop più largo.
Pazienza con la lateralità. Tra una fase e l’altra il mercato tende a muoversi lateralmente. Le strategie di trend soffrono in questo periodo; a volte la migliore operazione è aspettare che la struttura si definisca.
Errori che costano caro nei cambi di fase
- Cercare di centrare il minimo esatto. Chi compra ogni calo in un mercato ribassista accumula perdite mentre aspetta di avere ragione.
- Confondere una correzione con un’inversione. Vendere tutto al primo calo del 5% di un lungo rialzo tende a costare caro.
- Mantenere la stessa dimensione della posizione in qualsiasi scenario. La volatilità cambia; il rischio per operazione dovrebbe restare lo stesso.
Com’è su Safirion
Su Safirion, gli oltre 130 asset (Forex, azioni, indici, commodity e cripto) restano nella stessa schermata, il che aiuta a capire se un calo riguarda un solo asset o l’intero mercato. Lo spread è fisso e garantito per contratto, anche nei giorni di maggiore volatilità, proprio i giorni in cui avvengono le svolte. Prima di cambiare strategia con denaro reale, puoi testare la lettura della fase sul conto demo.
Aprire un conto su SafirionDeposito a partire da US$ 10, registrazione in pochi minuti →Avviso di rischio: Il trading su prodotti con leva comporta un rischio significativo di perdita e potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. La performance passata non garantisce risultati futuri. Opera solo con capitale che puoi permetterti di perdere.



